Il cacciatore di briganti (Cronache d'Isernia) - Davide Monaco


Fontana Fraterna

 

DAVIDE MONACO


Il cacciatore di briganti


Cronache d'Isernia

 




PRESENTAZIONE DEL ROMANZO


Scrivere un romanzo ambientato nell'Isernia di fine '800, un periodo che avevo già raccontato nel libro "Cronache d'Isernia di fine secolo XIX", è stata una tentazione a cui non ho saputo resistere. Durante la raccolta del materiale storico da inserire nelle "Cronache", ho letto tanti articoli che riportavano avvenimenti significativi succeduti in città, alcuni memorabili, in contesti facilmente riconoscibili e ancora fruibili al giorno d’oggi, che mi hanno consentito di immaginare quale fosse l’atmosfera cittadina di quel periodo. Nella mia mente, con un po’ di fantasia, ho incontrato i personaggi che animarono la vita sociale, economica e culturale della città, persone di cui ho letto ed apprezzato le vicende di vita, che ho ammirato come fossero amici frequentati "al di là del tempo passato".
La loro presenza, insieme alla ricostruzione dell'assetto urbano della città del 1890 con i negozi, gli uffici, i locali pubblici come caffè, alberghi e ristoranti, i luoghi dove si passeggiava e si socializzava nonché le denominazioni delle zone d'Isernia come le conoscevano all'epoca, hanno contribuito alla ricostruzione dello scenario cittadino di fine ‘800 che permea il romanzo. Questa realtà recuperata tra le pagine dei giornali del tempo è possibile paragonarla alla quinta di un palcoscenico su cui viene rappresentata una storia dove compaiono gli "amici ritrovati" in vesti di figuranti sullo sfondo di vicende che sarebbero potute accadere ma che sono invece frutto dell'immaginazione.
Per meglio calare il lettore nell’atmosfera dell’epoca, in modo da fargli immaginare l’ambiente dove matura la storia del romanzo, ho allegato qualche mappa riportante graficamente i settori della città con, in evidenza, i luoghi frequentati dai personaggi. A completare il quadro dell’ambientazione storica, sono state allegate alcune cartoline illustrate dell’epoca.

 

Il cacciatore di briganti

 

Il romanzo è ambientato nell’ultima decade del XIX secolo, un periodo di fermento culturale dovuto al cambiamento che l’utilizzo delle nuove tecnologie apportò alla società civile. In Italia spiravano venti di rivalsa sociale, ma la borghesia umbertina sembrava non accorgersi delle novità ispiratrici del “Pensiero Novo” ed emarginava qualsiasi mutamento potesse scalfire il benessere sociale acquisito nel tempo con tanto lavoro. In una piccola città come Isernia nel Molise, i venti delle novità spiravano lentamente e tutto era ammantato dall’ambiente contadino che rendeva le cose semplici e genuine e il tempo fermo in una stasi infinita.

 

Palazzo Laurelli

Palazzo Laurelli e il negozio di merletti e filati di Francesco Amodei

 

In quest’atmosfera antica si svolgono le vicende accadute intorno a piazza Ciro Marilli nella prima metà del mese di Novembre del 1891. Un medico condotto si ritrova a seguire, suo malgrado, le indagini per l’inaspettato omicidio di un caro amico che si scoprirà essere custode di un terribile segreto. Coinvolto dalla famiglia della vittima, il medico intercede presso un Capitano dei Carabinieri a riposo suo amico, per convincerlo a seguire le indagini che sembravano dirigersi verso una facile soluzione che in molti in città reputavano scontata. Il Capitano Viti affiancherà così gli ufficiali della sua ex Arma, senza invaderne il campo investigativo, e la sua esperienza nella lotta al brigantaggio sulle alture dell’Appennino risulterà fondamentale nel riconoscere l’assassino e schivarne le insidie.
La narrazione degli avvenimenti si avvale delle descrizioni degli ambienti cittadini dell’epoca, ricostruiti attraverso la lettura delle cronache giornalistiche locali, luoghi dove la gente viveva, si incontrava, socializzava, gestiva i propri affari, intrecciava relazioni sentimentali, luoghi che attualmente hanno perso la memoria dell’antica funzione.
La trama poliziesca si mescola così con la ricostruzione storica e urbana della città dell’epoca. Nella narrazione tornano in auge anche alcune antiche “costumanze”, le abitudini di una volta, per essere vissute dai protagonisti del romanzo in modo da riportarle alla memoria dei lettori.
Il cacciatore di briganti - Davide Monaco